Incanto

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Ognuno di noi, consciamente o meno, ha un rifugio sicuro a cui volgere il pensiero ed abbandonare il cuore: che sia un luogo, una persona, un immaginario onirico o una canzone ripetuta in sottofondo.
Ecco, questo è un incantesimo: stregati, rapiti dalla magia, la nostra anima trova pace.

Incanto

Come profumo della pioggia
dopo il pianto,
così il cielo nei tuoi occhi
è mare calmo.

Immergo l’anima in un sogno futuro
dal nero eclissi emergo insicuro:
falle e crepe di un passato corrotto
mani tese al presente
rotto
poi composto da una stella
le cui guance ciliegia
guarniscono il cuore
incantesimo e chimera.

Osservo il mondo a testa in giù
e compari tu:
così ruota il firmamento,
e come arcobaleno dopo il pianto,
volgo il cuore a te,
incanto.”

 

Origami

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Portogallo, Algarve, Farol da Ponta da Piedade.

Quando ho scattato questa fotografia, ero ancora incosciente della scalinata infinita che mi sarebbe spettata per scendere e poi risalire.
I miei occhi sono stati immantinente stregati da quella insenatura a forma di cuore stilizzato, così l’ho subito immortalato: in quel preciso istante, ho sognato di poter materializzare oggetti o persone modellando origami ad immagine e somiglianza e utilizzandone una fotografia come materiale.

A rileggere questo pensiero, mi sovviene il dubbio di averlo avuto dopo la risalita, succube di allucinazioni per ipossia. Indipendentemente, condivido con voi quanto sotto.

“Origami

Dolce soffia il vento,
melodia del mare,
così ti porta a me
sui pollini di un fiore.

Modello un origami
per dar forma al desiderio:
con le mie mani
a formare un cuore,
magia o sublimazione,
dalla tua fotografia
compari tu, Musa mia.

Un brivido inatteso
il profumo del tuo viso:
i miei occhi fatti acqua,
un tuffo dentro i tuoi,
e mano nella mano
che bel colore blu
è nuotare insieme a te.

Sfilati il costume,
la recita è ormai finita:
che il tuo sguardo sia il mio lume
sul palco della vita.”

Da dove veniamo?

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Vi siete mai chiesti “da dove veniamo?“.

Beh, immagino che chiunque, anche solo per un istante, abbia avuto questa domanda per la testa.

La mia anima, dicotomia di ali e cemento, in costante conflitto tra il voler volare e la forza gravitazionale che mi schiaccia a terra: siamo caduti da lassù o non abbiamo mai volato?

“Angeli (Senza ali)

Siamo caduti
da lassù
o mai volato:
illusi fili d’erba
recisi ancora vivi
in silenzio e urlando
occhi al cielo
eterno sperando
ansimando
dal terrore
fuggendo
strappando
la pelle di coscienza
incoscienza
corrotta essenza
di egoismo e sopravvivenza.”

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Forse le stelle lassù. Chi lo sa.

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Le vent du Nord: era una notte di vento freddo e tagliente in Algarve, Portogallo. Ricordo di essere salito sul tetto della casa dove alloggiavo per perdere i miei occhi tra le stelle e lasciarmi portare via dai sogni.

Ad un tratto, una stella cadente, un desiderio vola da cuore a testa. Decido di immortalare quindi il cielo che mi aveva appena fatto una promessa: provo a scattare una fotografia con un modesto cellulare, ed ecco qui le “mie” stelle. In basso a sinistra qualcuno noterà l’Orsa Maggiore.

Mentre ondeggiavo sui miei pensieri, immaginandomi di essere io un sogno delle stelle, mi sono sovvenute alcune parole, che condivido con voi qui.

Forse le stelle lassù.

Chissà cosa sarà
domani
chi lo sa?
Forse le stelle lassù,
loro lo sanno,
chissà.

Chissà se il cielo sogna
e nel suo sogno ci sei tu.

“Solo nel buio si vedono le stelle” – Dicono.
Chissà.
Ma quando apri gli occhi, accendi la luce,
baci e profumo d’amore – li senti?
Io le vedo, ancora.
Chissà cosa sarà.

“I sogni son desideri” – Dicono.
Chissà.
Chissà se le stelle sognano…
…una vita così lunga, per vederli avverare…
Forse sì, le stelle lassù,
loro lo sanno
e ridono, piangono, fremono e tremano
con noi.

O forse no, chissà:
illusi fiori recisi
siamo ciechi convinti di vedere,
proiezioni di noi stessi sicuri di sentire.
Chi lo sa.

Forse le stelle lassù
– è così bello sognare
anche loro hanno un cuore
e quando piove, e poi col sole,
ce lo fanno sentire.
Chi lo sa.”

Rose d’oblio

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Vi presento Gina, per gli amici Ginetta, la mia prima rosa.
In questa foto, si era appena fatta una doccia rinfrescante.
Nasce a febbraio 2012, una piccina con due rametti debolucci (ma risoluti) ed altrettanti boccioli. Oggi, dopo più di 6 anni, è una donna elegante, orgogliosa, caparbia e seducente.
Se dovessi descrivere la passione, Ginetta ne sarebbe l’emblema.

Curiosi di sapere il motivo della scelta del nome? No?
Nevermind, ve lo dico ugualmente: sono profondamente innamorato del lungometraggio “Porco Rosso“, anime a firma di Miyazaki per lo Studio Ghibli. La coprotagonista si chiama, appunto, Gina. E’ meravigliosa, quasi indescrivibile nella sua perfezione.

Il nome del protagonista? Indovinate…e se volete, lasciatevi andare all’oblio dei versi qui sotto.

“Rose d’oblio

Seppelliscimi se vuoi
dove non potrai vedere
le rose sbocciare
e i petali fiorire
quando un tempo furono
sulle tue guance seta
del nostro amor carezze.

Seppelliscimi se vuoi
dove non potrai sentire
la mia voce sussurrare
e come brezza ondeggiare
quando il tuo cuore urlava
sulle labbra tue ciliegia
del nostro amor colore.

Seppelliscimi se vuoi
se questo siamo noi
in un cassetto di ricordi
un pentagramma muto
come righe di poesia incolore
di un libro mai finito.

Rose d’oblio
fiori allo specchio
non sono io.”

Stop wishin’

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La pesca presenta un interessante parallelo con la vita: ti aspetti ogni giorno qualcosa, ma non è detto che quel giorno ti spetti.
Ti alzi, ci credi, ci provi, ma a fine giornata potresti trovarti a mani vuote e con tanta stanchezza addosso.

Tuttavia continui a sperare, perché prima o poi sentirai anche tu il suono della felicità. Quell’istante ti farà dimenticare tutte le frustrazioni e le sconfitte: sarà la linfa per continuare a rialzarsi, a provarci, a dare il meglio di sé, sempre.

Perché se non ci si prova, nessuno ci porterà la felicità a domicilio sulle ali di una libellula: la felicità è take-away, e spesso dura il tempo di un sublime pasto.

“Stop wishin’
It’s time to go fishin’. “

Dalla Luna

Ricordo ancora quella notte di Luna piena invernale: forse il freddo, forse un brivido di nostalgia proiettata ad un futuro incerto, confuso e non certo scritto, mi hanno restituito un’immagine nell’anima di profonda malinconia ma di altrettanto immenso amore.

Spero vogliate sedervi con me sulla nostra bella e serena Luna per posare dolcemente i nostri occhi su ciò che amiamo.

“Dalla Luna

Dalla Luna
osservo
la sua piccola manina
stretta attorno al tuo dito
come la sua vita al calore
del tuo amorevole vestito.

Dalla Luna
osservo
i dolci pianti ed i sorrisi
i passi i sogni e i desideri
che tu stringi tra le braccia
e solo tu sai quanto son veri.

Dalla Luna
osservo
i tuoi occhi luce di stelle
guardare dolci il suo dormire
e le tue dolci ninne nanne
che fino a qui vorrei sentire.

Dalla Luna
osservo
adoro ed amo
solo per te ho costruito un ponte
da me a te sarà il mio Amore
per la mia vita e con tutto il cuore.”