L’aquilone

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Tutti noi abbiamo dei sogni.
Tutti noi vorremo che si realizzassero.

Tutti vogliono il meglio per se stessi.
Tutti vogliono essere il meglio.

Eppure…
…Eppure, quanto tempo noi dedichiamo al nostro vero “io”?

Quanto spesso tutti lasciano da parte l’ “es”?

“L’aquilone

Il vento soffia
sui tuoi sogni
legati stretti al tuo aquilone
il vento soffia
e non ti ascolta
spinge avanti la tua vita
mentre guardi l’orizzonte
e il filo scorre tra le dita.

Osservi alto
il tuo aquilone
nei tuoi occhi l’illusione
che la corsa del tuo sogno
potrà essere infinita
e il vento soffia
tu lo ascolti e non ti accorgi
che il filo scorre tra le dita.

Il vento soffia
e non ti ascolta;
oggi è il giorno
in cui realizzi
di dover chiudere le mani,
tener stretto il tuo domani
e i sogni tuoi non far morire,
perché il filo scorre e può finire.”

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Sei.

Spesso è la semplicità ad arrivare dritta al cuore: immediatezza, sentimenti decostrutti, gesti spontanei.
La complessità affascina, ma le complicazioni stufano e appesantiscono la leggerezza dell’essere…

Ho cercato le parole per descrivere questa ‘rêverie d’amour’: sei.

“Sei il mio cioccolatino,
io la tua carta colorata.
Sei il mio riso di bambino,
ed io il tuo giocattolino.
Sei la mia spiaggia bianca,
io il tuo il mare che ti bagna.
Sei il mio respiro la mattina,
ed io la tua ninna nanna.
Sei il mio fiore profumato,
io la tua ape innamorata.
Sei la mia stella d’oro,
e tu lo sai…

…quanto ti adoro.”

Color perla (la tua pelle)

Color perla
la tua pelle
come miele
vorrei berla:
scopri il nostro oblio
e il desiderio
sfiorar dolce
le tue spalle
il liscio ventre
e le mie labbra
e il mio respiro
sul tuo collo
come nave che arriva
finalmente al porto.

Perché è stata una tempesta,
mordo piano
le tue guance
e le mie labbra
come calda pioggia d’estate
sul tuo seno
onde di un oceano
il più bello su cui ho mai volato
ora vibra forte sul mio petto
quasi a ricordarne la dolcezza
armonia mai dimenticata.

I tuoi occhi socchiusi
già sognano il domani,
nostra prossima magia
di caldi corpi a sospirare.

Nero su tela

Mi sono sempre chiesto che gusto abbia la vendetta.

Non mi sono mai lasciato andare a ritorsioni, quindi credo di non averne mai assaggiato il sapore.

Però…però…Qual è il vostro rapporto con la vendetta?

Altro argomento: come gestite gli errori del passato, quelli che si trascinano nella coscienza e appesantiscono? Riuscite a voltare pagina facilmente?

Ora vorrei che poteste osservare il mio dipinto su tela, nelle parole qui sotto.

“Nero su tela
(Infanzia e Coscienza)
<< Gli sembrò che gli orchi fossero esseri semplici, in confronto agli
umani. >>
S. Larsson, “Uomini che odiano le donne”.

Sarò il buio dei tuoi giorni,
dannazione dei tuoi sogni,
del tuo respiro la fatica
dell’affanno e del terrore.

Del cuore tuo sarò veleno,
fuoco in vena e serpe in seno,
morirai del tuo soffrire,
pregherai pur di morire.

Non un fulmine né tuono
a ciel sereno,
dolce culla continua
ti canta
il ritornello tra le strofe della vita
per destarne la sorda coscienza
prima che in eterno sia sopita.

Eran quelli i giorni senza palco né sipari,
quando ancora non tessevi
i tuoi abiti di scena
e le maschere indossate
eran solo oblio e riso.

Nenia dolce e insieme amara
stringe il cappio sul tuo ego
ormai adulto e smisurato:
è finita!

Come cinico spettro
emerge ed impera
piange e dispera
la bianca chimera
di cui è sazia, nera,
l’anima fiera.

Sarò il ponte tra i tuoi incubi,
Caronte nel tuo Ade di incoscienza
e follia, finché morte non separi
il tuo caduco corpo
e la corrotta essenza,
ormai per sempre mia.

Mi mariquita

Ascoltavo questa canzone (https://youtu.be/D5MkZa2n1Uw) e pensavo all’emozione di avere le ali di una coccinella, per un istante.

Un viaggio al soffio di un dolce e profumato aliseo, per poi tornare.

“Mi mariquita

-Quiero volar-
quella notte hai sussurrato
aliseo dolce il tuo respiro
di tè verde e odor di mare
la tua pelle come pesca
e di fragole il sapore.

-Quiero soñar-
un segreto hai mormorato
mentre sinuosa scivolava
nei tuoi occhi calda fiamma
avvolta in seta perla
come di vulcano lava.

-Te deseo, mi mariquita-
a fior di labbra ho sussurrato
tra lenzuola ancora calde
lasciando solo, a te, il mio cuore.
Le ali al vento ho poi spiegato
ma solo per tornare, ovunque tu sia
e ritrovarti ancor più bella
coccinella mia.

Spontaneità

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Mentre osservavo una delle mie rose, per qualche cortocircuito sensoriale e cerebrale mi sono ritrovato a riflettere su quanto io ami profondamente la spontaneità: quasi fosse una traslitterazione dal meccanismo meraviglioso della natura, quando la incontro negli esseri umani mi commuove. Contagiosa, mi spinge ad aprire a mia volta il conscio e lasciarlo fluire.

“La spontaneità
è il tratto leggero
eppur profondo
che disegna i contorni della vita
aggirando i rischi del fatuo
e le aride finzioni.

E’ la melodia che canta
e danza
sul pentagramma del cuore
dietro al sipario dei sorrisi
volteggiando sui profili delle maschere
per svelare la bellezza
di ciò che vive e non si limita ad esistere.”

Ninfea

“Ninfea

Ninfea che adorni il lago
dei miei sogni di cristallo
stretti tutti in una mano, come in stallo;

eterna attesa di una brezza,
che come una carezza
sospinga il filo nella sua cruna d’ago.

Così osservo e attendo te, mio dolce fiore:
lancio gli occhi oltre i sogni,
e poso piano il cuore a riva,
dove troverai, per te solo, l’Amore.”